Come trovare il partner di progetto ideale? Per San Valentino, consigli semiseri su come gestire gli “affari di cuore” progettuali.

Love is in the Grant…

San Valentino non è solo il tempo degli innamorati che si scambiano cioccolatini, ma anche dei progettisti e delle organizzazioni che cercano il Partner di progetto ideale.

L’Unione europea ama… le relazioni a distanza: ogni progetto europeo si basa sulla creazione di un partenariato di organizzazioni di paesi diversi che lavorano a un obiettivo comune. Costruire un consorzio per un bando europeo non è molto diverso dal cercare il partner ideale. Serve chimica, una visione comune e la capacità di sopportarsi durante le “crisi”.

Su EUknow.it proponiamo molti articoli sul partenariato: il lavoro preparatorio per costruirlo, una lista di domande da porsi per capire se abbiamo individuato il partner giusto, dove trovare i partner e come gestire la collaborazione.

Ecco una lista dei profili di partner che potresti incontrare (e di cui potresti innamorarti) durante la tua ricerca, i “red flags” cui prestare attenzione e alcuni consigli per tirare fuori il meglio dalla vostra partnership.

Il Bello e Impossibile (il partner prestigioso)

È il partner che tutti sognano di avere nel proprio consorzio. Ha prestigio internazionale, un sito web mozzafiato e una lista di progetti europei lunga 5 pagine. Dà credibilità immediata al Consorzio ma è troppo preso dal suo stesso fascino per essere affidabile dal punto di vista operativo. È cordiale ma distante e ti dà l’impressione che ti stia facendo un favore immenso. Soprattutto se sei una piccola organizzazione, rischi di sentirti un numero tra i tanti nel suo immenso “harem” di progetti.

Al primo appuntamento: ti “concede” 15 minuti di videochiamata tra un convegno e una conferenza internazionale. Ti senti fortunato anche solo perché ha risposto alla tua e-mail.

Perché potresti innamorarti: la sua presenza dà credibilità al Consorzio. Porta una serie di elementi di eccellenza che possono essere fondamentali nella valutazione.

Red flags:

In fase di scrittura manda CV di 10 pagine ma fatica a scrivere 10 righe di descrizione delle attività, non usa i tuoi template e condivide le informazioni con PDF non editabili che ti costringono a un infinito copia incolla;

I nostri consigli:

Il Romanticone (il partner visionario)

Dopo una sola call conoscitiva sa già che siete fatti l’uno per l’altra: ti considera il suo partner strategico preferito per i prossimi dieci anni e ha già immaginato la vostra foto insieme al primo meeting di progetto. È d’accordo su tutto e innamorato dell’idea di progetto, ma detesta la realtà della gestione e della rendicontazione.

Al primo appuntamento: ti inonda di complimenti e parla già di “noi”. Ti invia un’e-mail di ringraziamento subito dopo la call e, il mattino dopo, un’e-mail con una bozza di budget allegata.

Perché potresti innamorarti: in un mare di partner fantasma che non rispondono alle e-mail, lui è una presenza costante. Ti inonda di bozze, grafici e dichiarazioni d’intenti. È il partner che ti dice esattamente quello che vuoi sentirti dire.

Red flags:

In fase di scrittura di progetto, scrive lunghi e poetici contributi (che rigorosamente superano il limite di caratteri), ma lascia vuote le tabelle dei costi e le sezioni tecniche;

I nostri consigli:

Il Pauroso (il partner impegno-fobico)

È il partner che vuole tutti i benefici del progetto (budget, prestigio, networking) ma è terrorizzato da qualsiasi forma di responsabilità ufficiale o impegno a lungo termine. La sua riluttanza può essere scambiata per “serietà” o “eccesso di scrupolo”, ma spesso è legata alla poca disponibilità ad occuparsi dell’operatività del progetto. Il Pauroso è un maestro del ghosting burocratico: sparisce misteriosamente a 48 ore dalla scadenza del bando, lasciandoti con campi obbligatori vuoti nel portale UE, e con un senso di vuoto esistenziale.

Al primo appuntamento: è affascinante e competente, ma non appena accenni al fatto che dovrà guidare un Work Package o firmare la Declaration on Honor, inizia a sudare freddo e a cambiare discorso.

Perché potresti innamorarti: è l’intellettuale tenebroso della progettazione: la sua scarsa disponibilità lo rende incredibilmente attraente e ti convince che, se solo riuscissi a “conquistarlo” e a farlo firmare, il successo sarebbe garantito.

Red flags:

I nostri consigli:

 

Il Ghoster (il partner fantasma)

Sembrava il match perfetto. Durante la prima call era entusiasta, ha promesso contributi rivoluzionari alla proposta e ha persino inviato il Partner Profile in tempi record, per poi svanire nel nulla nel momento del bisogno. Il Ghoster è un maestro della sparizione, e può trasformare il tuo progetto in un vero e proprio thriller psicologico. Soffre di un entusiasmo superficiale e di una incapacità a gestire il carico di lavoro reale. Può essere un’organizzazione che partecipa a 10 consorzi contemporaneamente per un bando sperando che qualcuno passi, senza riuscire a seguirli tutti.

Al primo appuntamento: sono scintille. Grandi visioni e promesse. Ti assicura che è pronto a partire e che il budget non è un problema.

Perché potresti innamorarti: Ti dà l’illusione della semplicità. È il partner che non solleva obiezioni, che accetta ogni tua proposta e che sembra avere una soluzione pronta per tutto. La sua velocità iniziale ti fa abbassare la guardia, convincendoti che scrivere il progetto sarà una passeggiata.

Red flags:

I nostri consigli:

Il “Bad Boy/Girl” (il partner ribelle)

È arrogante, non ama “seguire le regole”, odia i template e la burocrazia europea. Di solito manifesta tre tratti distintivi: arroganza istituzionale, opacità finanziaria e anarchia nelle scadenze. È quel partner che ha grandi competenze tecniche o una reputazione prestigiosa, ma che ignora sistematicamente le regole del gioco condivise. Gestirlo è una fatica continua, con rischi reputazionali concreti per l’intero progetto.

Al primo appuntamento: arriva in ritardo (o si collega da un coworking non si sa dove), snobbando il template di presentazione e senza aver letto neanche la sintesi di progetto.

Perché potresti innamorarti: emana un’aura di modernità e sfrontatezza irresistibile tipica di chi sa di avere “l’idea del secolo”. Inserirlo nel consorzio dà un tono d’avanguardia alla proposta. Con lui tra i partner, il progetto è “out of the box” e sembra in grado di scalare le classifiche dell’impatto sociale ed economico.

Red Flags:

I nostri consigli:

Il Migliore Amico (il partner della comfort-zone)

Ha il tuo numero di cellulare tra i preferiti, sa quali sono i tuoi punti di forza, i tuoi difetti e, sì, anche i tuoi “scheletri nell’armadio”. È la tua rete di salvataggio che non ti abbandona mai e sa darti consigli senza filtri. C’è fiducia, c’è storia, c’è un’intesa immediata. Sembra la scelta più sicura del mondo, ma proprio la confidenza rischia di diventare il suo punto debole.

Il Primo Appuntamento: non c’è un primo appuntamento, è una convivenza consolidata. Vi capite con un’occhiata (o un emoji).

Perché potresti innamorarti: è affidabile, sai fin dal primo giorno che ruolo dargli nel progetto e non ti farà mai passare una notte insonne davanti al formulario. I vostri uffici amministrativi si scambiano documenti senza nemmeno passare da voi, rendendo tutto più semplice. La sua presenza nel progetto è un segnale di continuità e fiducia reciproca.

Red Flags:

Dato che vi conoscete da una vita, tendete a ignorare i canali formali e i processi strutturati, passando per telefonate informali e messaggi su WhatsApp invece che passare per le e-mail ufficiali;

In fase di scrittura, può prendere i commenti al progetto come critiche personali, considerando la divergenza come una mancanza di stima;

Nelle riunioni di consorzio, voi due tendete a parlare tra di voi, usando citazioni interne o riferimenti a progetti passati. Questo crea un clima di esclusione che irrita gli altri partner e danneggia la coesione del gruppo;

È convinto che, essendo amici, sarai più tollerante se consegna un deliverable con tre giorni di ritardo o se invia i dati incompleti, chiedendoti deroghe e favori che non chiederebbe mai a un altro partner.

I nostri consigli:

L’Ex Pesante (il partner del ritorno forzato)

Chiudiamo il cerchio con il partner più temuto. È quel partner con cui hai già condiviso un progetto in passato, ma l’esperienza si è conclusa tra recriminazioni, budget sforati o, peggio, un audit della Commissione europea non finito bene. Per qualche motivo, ti ritrovi a doverlo inserire di nuovo in un consorzio. È come riprovarci con una vecchia fiamma, sapendo già che ha il vizio di non lavare i piatti.

Il Primo Appuntamento: l’aria è elettrica, ma non in modo positivo. Ti accoglie con una cortesia gelida come se non fosse successo nulla, mentre cammini sulle uova per trovare il modo per “ripartire con il piede giusto”.

Perché potresti innamorarti (di nuovo): nonostante tutto quello che è successo, ti dà una certa sicurezza. E poi, cercare nuovi partner richiede tempo, mentre lui è lì, con tutte le competenze giuste per rispondere al bando.

Red Flags:

I nostri consigli:

Epilogo: partenariati, buone relazioni e vero amore

Arrivati alla fine, possiamo dire che come nei progetti europei, come nella vita privata, la relazione perfetta non esiste, ma esiste quella che funziona. Che vi siate lasciati incantare dal fascino ribelle del Bad Boy o che vi siate rifugiati nella sicurezza del Migliore Amico, il segreto di un consorzio di successo non risiede nell’assenza di difetti, ma nella capacità di gestirli.

Le buone relazioni, e ancor di più i buoni partenariati, non si fondano solo sulle somiglianze ma anche, e soprattutto sulle diversità e sulla complementarietà. Un partner visionario potrà bilanciare l’eccessiva prudenza del Pauroso, mentre il Bello e Impossibile potrà permettere di aprire nuove porte.

Quindi quest’anno, per San Valentino, invece dei soliti cioccolatini regalate ai vostri partner chiarezza, fiducia e spirito di adattamento. Incrociamo le dita e scommettiamo su un futuro pieno di progetti a lungo termine.